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18-06-2002 VACANZE
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Fonte: Dott.ssa Nadia Borrillo
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Gli italiani scelgono sempre di più mete esotiche per le loro vacanze, ma spesso ritornano con problemi di salute: si ammala più del 50% dei viaggiatori. È sempre più frequente la comparsa di sintomi al ritorno da un viaggio esotico, non sempre di facile diagnosi, se si pensa che i tempi di incubazione della malattia possono essere lunghi e può mancare l'immediata associazione viaggio-malattia.Dalla Organizzazione Mondiale della Sanità vengono emesse circolari mensili di aggiornamento sullo stato delle infezioni nel mondo e sulle profilassi più idonee. Ogni anno viene poi compilata una guida ricca di dettagli di geomedicina sulla nuova situazione patologica mondiale, cui si attengono gli Istituti di Igiene e Profilassi. Quest'anno, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riferisce la presenza di fastidiose diarree del viaggiatore, che colpiscono fino all'80% di chi si reca nei paesi in via di sviluppo, di infezioni acute (contratte da un viaggiatore su 100), di epatite A (1 su 300) e di epatite B (1 su 1000). Ecco perché, quando si decide di intraprendere un viaggio in paesi tropicali, in particolare se ci si reca lontano dai circuiti turistici e si privilegiano mete come l'India e la Cambogia, è bene valutare attentamente i rischi presenti. Prima della partenza occorre consultare il proprio Medico di Base o un centro di prevenzione all'interno di struttura pubbliche, come ad esempio l'Ufficio di Igiene, o ambulatori di Infettivologia, presenti su gran parte del territorio nazionale. Questi centri forniscono tutte le informazioni necessarie su eventuali problemi sanitari e vaccinazioni raccomandate per la destinazione prescelta. Le vaccinazioni possono richiedere tempi più lunghi del previsto, perciò è bene pensarci almeno due mesi prima della partenza. Possibilità e probabilità di infezione sono strettamente correlati ad alcuni elementi: destinazione, periodo dell'anno in cui si svolge il viaggio (ad esempio dopo il periodo delle piogge aumentano i rischi per la malaria), durata e scopo del soggiorno, località da visitare, tipo di alloggio e livello di confort. Generalmente i viaggi organizzati che prevedono soggiorni nelle località turistiche, espongono a minore rischio rispetto i viaggi avventura o safari. La permanenza in zone rurali, soprattutto con sistemazioni precarie, espone facilmente alla possibilità di contrarre le infezioni tipiche delle zone tropicali. Questi viaggi sono inoltre sconsigliabili a chi soffre di particolari condizioni morbose, quali malattie croniche, perché c'è una minore resistenza alle infezioni. Devono essere affrontati con maggiore cautela dai bambini, dagli anziani e dalle donne in gravidanza e un riguardo si deve avere anche a chi soffre di allergie, perché necessita di farmaci salvavita di uso immediato.
Per avere maggiori informazioni sui rischi per la salute, vaccinazioni e profilassi scaricare il file.

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